L’ultimo sprint con il rettore Mastino

I retroscena della notte che ha portato alla designazione dell’economista svegliato alle 7 del mattino

 Da La Nuova Sardegna – (ua)

CAGLIARI L’annuncio. Chi ha telefonato per primo a Francesco Pigliaru per dirgli Noi ti abbiamo scelto?

Alle 7 di lunedì, con alle spalle una riunione terminata alle 4.40 della notte, è stato il segretario regionale del Pd, Silvio Lai. Congratulazioni e grazie si sono sovrapposti.

Poi la convocazione alle 9, sempre in via Emilia, prima della partenza per Oristano, il luogo deputato per l’incoronazione.

Il primo confronto. Quello fra il neo candidato alla presidenza e i reduci della riunione oltre l’alba è stato di prima mattina.

Alle 8.15 il renziano Gavino Manca ha fatto le presentazioni. Luca Lotti, ambasciatore della segreteria nazionale, e Pigliaru si sono stretti la mano e parlato fitto per dieci minuti. Subito dopo il designato si è confrontato su autonomia e centralismo, industria, ricerca e turismo, lavoro e welfare con i vertici regionali del partito. C’erano due o tre particolari da chiarire in vista del programma da proporre al Pd e alla coalizione. I punti caldi sono stati risolti in fretta e alle 10 è cominciata la processione verso Oristano.

Nella stessa auto, Silvio Lai e Paolo Fadda, in un’altra il candidato, l’ex candidata Francesca Barracciu, alla guida il renziano Chicco Porcu.

Per 100 chilometri, Pigliaru ha limato ogni parola del suo primo discorso, quello della corona.

L’ultimo avversario. Fino alle 3 di notte a contendere il trono al pro-rettore dell’università di Cagliari, è stato un suo più alto in grado, Attilio Mastino. Il rettore di Sassari è stato l’avversario più tosto per Pigliaru, dopo che tutti gli altri papabili erano caduti sul campo dalle 23 in poi e all’una erano state stracciate anche le figurine di Gian Piero Scanu e Aldo Berlinguer, proposte sin dall’inizio dall’ex candidata.

A far pendere la bilancia dalla parte dell’economista più che del professore di diritto comparato, è stato l’ennesimo stallo fra le due metà di un tavolo sotto pressione ormai da troppe ore, il fronte Barracciu da una parte, gli anti-Barracciu dall’altra.

 Fra continui stop and go, alle 2 è stata l’europarlamentare a far per prima il nome di Pigliaru, perché così doveva essere visto che l’ultima parola sul successore sarebbe spettata proprio a lei, almeno questa era la rassicurazione ottenuta qualche giorno fa a Firenze.

Dall’altra parte del tavolo hanno risposto con Carlo Mannoni, ma la designazione dell’ex assessore della giunta Soru ha avuto vita breve. Mezz’ora dopo il vero contendente, Mastino appunto, è stato tirato fuori dal cilindro della segreteria, e sui quei due nomi c’è stata la conta.

Nella finale l’alzata di mano a favore del pro-rettore è stata netta, Renato Soru compreso seppure sette anni fa i due non si fossero lasciati bene, con solo alcuni ex popolari ancora fedeli al rettore.

 Alle 3 la partita si è chiusa con la proclamazione del candidato. Che da lì a poche ore partirà alla volta di Oristano senza cappotto: dimenticato a casa. Per fortuna che ieri splendeva il sole anche in via Canepa dove, alle 12, i democratici si sono scaldati quando Pigliaru ha detto: «Accetto».