Tagli ai costi della politica

 

… dobbiamo avere il coraggio di rivendicare per questa istituzione un ruolo centrale nell’attività di indirizzo, di programmazione e di controllo dell’attività della Regione.

PORCU (P.D.). Presidente, colleghi, credo che questa giornata sia probabilmente una delle ultime che trascorreremo in quest’aula insieme in una legislatura travagliata ma che, come hanno ricordato anche i colleghi, ha comunque il merito di aver posto con coraggio il tema della riduzione dei costi della politica e abbia dato l’esempio a cominciare da questo Consiglio.

Credo che nessun’altra istituzione in Italia sia passata nell’arco di dieci anni da costi di circa 120 milioni di euro a circa la metà, ossia abbia ridotto i propri costi del 50 per cento, abbia ridotto i consiglieri regionali.
E credo che abbiamo fatto bene non solo a recepire in maniera diciamo formale il D.L. presentato a fine anno scorso dal Governo, ma anche andare oltre nel segno di un contenimento dei costi e soprattutto dei trattamenti economici dei consiglieri.

Però, proprio perché dico questo e sono d’accordo con la ratio della legge, consentitemi anche di fare un ragionamento opposto.

Io personalmente auspico ed è per questo che boccerò la norma finanziaria all’articolo 11, che questi risparmi sulle indennità vadano in ulteriori servizi del Consiglio e in un potenziamento, diciamo, del sostegno delle Commissioni.

Cioè io non mi vergogno di dire che non c’è solo una logica di efficienza legata all’abbattimento dei costi, c’è anche una logica di efficacia, per cui se vogliamo rivendicare il nostro ruolo istituzionale dobbiamo essere dotati di strumenti adeguati.

Io parlo per esempio di rilanciare l’attività del servizio studi, di avere rendiconti puntuali sul fatto che le leggi di questa Regione funzionino, di avere in qualche modo la possibilità come consiglieri regionali, senza dover ricorrere a strumenti privati, o associazioni esterne di avere un quadro di come le nostre leggi funzionino, di quali risultati possono portare e di quali siano gli scenari di settore nei vari ambiti dell’attività economica regionale dove sia utile intervenire. Cioè non tutti i nostri risparmi sulle indennità, a mio avviso, andavano portati a risparmio, ma andavano dedicati ad altri servizi.

Oggi siamo in una situazione ridicola in cui chi vuole operare nelle Commissioni non ha supporto per farlo. Abbiamo tutta una serie di validi funzionari che stanno andando in pensione e che non hanno ricambi. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non si devono soltanto tagliare i costi, ma si devono spendere diversamente le risorse che abbiamo. Io sono per aprire ai concorsi, sono per aprire questa istituzione a giovani che possono entrare e dare sostegno all’attività dei consiglieri regionali. Oggi chi sta in Commissione industria sa bene di che cosa sto parlando.

Non abbiamo funzionari che ci seguono, che ci assistono, siamo abbandonati a noi stessi, e tanto più oggi lo possiamo dire perché tagliamo il nostro trattamento economico e le nostre indennità, tanto più oggi noi dobbiamo avere il coraggio di rivendicare per questa istituzione un ruolo centrale nell’attività di indirizzo, di programmazione e di controllo dell’attività della Regione.

Io non vorrei, Presidente e colleghi, che noi sotto la spinta dei forconi, dei trattori eccetera, stessimo ridisegnando nella sostanza la forma di Governo di questa Regione, tagliando risorse e servizi al Consiglio regionale e lasciandole intatte ad un Presidente e ad una Giunta regionale che spendono e spandono a loro piacimento tramite consulenze e attività di comunicazione che nulla hanno a che fare con la doverosa attività di rendicontazione ai cittadini.

Io non sono per chinare la testa! Boccerò la norma finanziaria e propongo che quei soldi, quelle risorse vadano in un fondo finalizzato a potenziare i servizi a disposizione dei consiglieri e che possa finanziare nel futuro nuovi ingressi in questa istituzione in modo che il nostro ruolo di consiglieri e la dignità di questo Consiglio non venga meno. Non voglio combattere le corazzate con gli archi e le frecce, non voglio combattere lo strapotere di un Presidente della Regione che spende e spande apparendo in tv, pubblica libercoli, utilizza siti, paga consulenze, spende spande a piacimento, mentre noi giustamente ci tagliamo le indennità, ma addirittura non mettiamo quelle indennità al servizio del potenziamento dei nostri strumenti di controllo.

Perché noi abbiamo un potere ispettivo che non so come eserciteremo con questa norma, che dobbiamo riprendere, ispettivo, di controllo, dobbiamo essere come dire continuamente attenti all’attività di governo, lo dobbiamo fare con funzionari capaci, all’altezza, che ci assistano nelle nostre attività, nella predisposizione di leggi, ma anche nell’attività di controllo della Giunta. Quindi, bene i tagli alle indennità dei Consiglieri, male i tagli ai bilanci del Consiglio.

Colleghi, proprio oggi che troviamo insieme uno scatto d’orgoglio per questo Consiglio regionale, dovremmo riflettere bene se non stiamo piegando la testa, se non stiamo chinando il capo, se non stiamo cambiando nella sostanza la forma del governo, dando tutti gli strumenti, tutto il potere al Presidente della Giunta.

Oggi lo possiamo fare perché non sappiamo chi governerà tra un mese e mezzo, potrà vincere il centrodestra, potrà vincere il centrosinistra, potrà vincere chiunque altro. Oggi che siamo tutti i consiglieri regionali in scadenza dobbiamo avere a cuore l’equilibrio dei poteri della nostra Regione, siamo ancora in tempo a farlo, quel taglio di costi dedichiamolo ad un fondo che il prossimo Consiglio potrà creare e attuare per potenziare le attività di questo Consiglio regionale e le attività di supporto della nostra attività ispettiva e legislativa.