La minoranza Pd: «Gestione unitaria fino al congresso»

da l’Unione Sarda

«Le Europee danno a tutti noi una grande responsabilità», aggiunge Chicco Porcu, renziano della prima ora: «Dobbiamo superare le beghe interne e concentrarci su un progetto di cambiamento». Questo implica che «il partito non sia gestito con la forza dei numeri da parte di un blocco unico: solo la condivisione delle scelte può aiutarci nel nostro ruolo di forza di governo».

Per gestire i prossimi cinque mesi, fino all’elezione del nuovo segretario, il Pd rispolvera il direttorio. A margine della direzione regionale che ha rinviato le primarie al 26 ottobre, il segretario Silvio Lai e i leader delle varie correnti hanno concordato una gestione affidata al coordinamento nominato prima del voto, nei giorni della staffetta tra Francesca Barracciu e Francesco Pigliaru alla guida della coalizione.
Al vertice ristretto hanno preso parte, insieme agli stessi Lai e Barracciu, anche il capogruppo in Consiglio regionale Pietro Cocco e coloro che già facevano parte del direttorio: Giacomo Spissu, Chicco Porcu, Antonio Biancu, Siro Marrocu, Tore Sanna.

Inizialmente la minoranza interna (ossia le aree che fanno riferimento a Barracciu) non era favorevole al rinvio del congresso, ma poi ha acconsentito: «Purché questo periodo sia utilizzato non per trovare una sintesi tra vecchie aree, ma per costruire una nuova classe dirigente», auspica Marrocu.
«Le Europee danno a tutti noi una grande responsabilità», aggiunge Chicco Porcu, renziano della prima ora: «Dobbiamo superare le beghe interne e concentrarci su un progetto di cambiamento». Questo implica che «il partito non sia gestito con la forza dei numeri da parte di un blocco unico: solo la condivisione delle scelte può aiutarci nel nostro ruolo di forza di governo».
«Io credo che una gestione unitaria di questa fase e del congresso sia possibile e auspicata da molti», riflette Pietro Cocco: «Lo dimostra la decisione di rimettere in gioco il coordinamento che aiuterà il segretario Lai».

Secondo il vicecapogruppo consiliare, Roberto Deriu, «ora che la Giunta ha sbloccato il patto di stabilità, il Consiglio regionale è nella condizione di realizzare riforme ambiziose. E deve trovare nel Pd un interlocutore molto forte». Da questo punto di vista «è stato giusto rinviare il congresso e prenderci del tempo, perché dovremo contribuire a scelte fondamentali per la Sardegna, che incideranno per i prossimi dieci anni». (g. m.)