L'INTERVENTO DI CHICCO PORCU SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA A CAPPELLACCI La verità è che lei non è un Forrest Gump della politica, Presidente. Lei è semplicemente un Presidente debole. E la sua debolezza nasce da un vulnus che lei non potrà mai riparare se non accettando serenamente di dimettersi senza aspettare l’esito di questa mozione di sfiducia. Lei è stato spettatore della sua elezione a Presidente. Da perfetto sconosciuto alla maggioranza dei sardi è stato pilotato ai vertici della Regione, dal Presidente del Consiglio Berlusconi che voleva in Sardegna, non un presunto scorbutico come il Presidente Soru, ma un docile ed arrendevole custode dei suoi interessi.
da La Nuova Sardegna 28 Luglio '10, mercoledì ore 10:00
Dieci ore di dibattito, ventuno gli interventi dell’opposizione, diciotto per la maggioranza. Ha vinto chi doveva vincere: il centrodestra, che si è ricompattato, spinto oltre l’ostacolo dalla fedeltà, dal rimpasto e dal prossimo balletto di poltrone. Dopo il capogruppo Mario Bruno e Francesca Baracciu del Pd, è stato Chicco Porcu (Pd) a dire: «La Sardegna non merita un Forrest Gump corteggiato e pilotato da gruppi di potere».
Il primo commento arriva dal consigliere comunale Andrea Scano (Pd): «Ancora una volta osserviamo con sconcerto, ma senza più stupirci, la politica dei due pesi e due misure del comune di Cagliari». Denunciato il cammino-lampo della variante per Santa Gilla Scano ribadisce: «Evidentemente i grandi padroni del mattone dettano l’agenda dei lavori a una maggioranza di centrodestra sempre più accartocciata su se stessa e incapace di decidere su tutte le questioni vitali per la città».
Per nascondere l’impossibilità di questa Giunta e della maggioranza di affrontare riforme difficili, nel timore di cadere ancora una volta a scrutinio segreto, si mortifica il Consiglio con una manovra cosmetica, pura ginnastica parlamentare, rimandando sine die qualsiasi riforma, progetto o decisione che possa avere un concreto impatto sulla società sarda
Non dobbiamo aspettare le indagini della magistratura per rilevare nel Presidente Cappellacci una preoccupante sudditanza politica nei confronti dei poteri romani. Un atteggiamento che certamente non ha portato buoni frutti alla Sardegna in tema di cancellazione del G8, dei fondi FAS, dei tagli alla rete scolastica, del mancato riconoscimento della possibilità di spendere le risorse del nuovo accordo sulle entrate. Ma alla debolezza ed alla suddittanza si aggiunge il vuoto totale nella proposta politica della Giunta regionale.
«Ho detto quello che avevo da dire ai magistrati, è andata bene, penso». Ci tiene a specificare che Capaldo e i suoi colleghi gli hanno dato «un'impressione di serietà», proprio nelle ore in cui i berlusconiani doc sparano a palle incatenate contro il procuratore. Ma ha una posizione un po' più esposta, lui. «Si decide la mia vita», dice, di colpo serio, fissando il cronista.
Sulla formazione professionale la Giunta regionale mostra con chiarezza che governa questa materia con un indecisionismo preoccupante, adottando alcuni provvedimenti che si pongono in netto contrasto con politiche e indirizzi programmatici già definiti. E’ quanto fanno rilevare i Consiglieri regionali del Partito Democratico Chicco Porcu, Giuseppe Cuccu, Valerio Meloni e Antonio Solinas in una interrogazione urgente presentata a seguito della decisione della Giunta regionale che, mentre dispone la spendita di importanti somme per il recupero e l’adeguamento strutturale e funzionale dei locali CRFP, ex CISAPI